Giustizia non è di questo mondo PDF Stampa

« […] Dike, che dimora con gli Dei inferi [...]»

 

 

SOFOCLE, Antigone, 451.

  

 


 

 

 

  Dike/Giustizia non è di questo mondo: gli antichi ne erano ben consci.

 

  È indubitabile: Dike non dimora tra gli umani, bensì nell’Ade o sulle sue porte.

 

  Chi si ritiene all’altezza di un retto comportamento deve anche sobbarcarsi all’onere più grave e terribile: qualsiasi speranza di ‘retribuzione’ è – in questo mondo, almeno – pia illusione.

 

  Se esiste una Giustizia, risiede nel grigio Regno delle Ombre.

  Se c’è compenso, esso riguarda un’altra esistenza, o un altro mondo.

 

  Disincantato, spietato, non-consolatorio; talmente luminoso da essere accecante: essenza della Natura e sintesi dell'ideale classico. 

 

  Rimane – ma è già elaborazione tarda, e nonostante ciò impossibile o quasi da accettare per quanto ci ha impregnati di sé la morale eteronoma dei cristiani – la virtù premio di sé stessa.

 

 


 

 

«Felici sotto ogni rispetto e – in particolare – separate dall’anima irrazionale, e pure da ogni contatto corporeo, le anime che abbiano vissuto secondo virtù si uniscono agli Dei e reggono con Quelli il mondo intero.

Ma anche se nulla di tutto ciò fosse vero: senza contare il piacere e la gloria, che da quella discendono assieme a una vita priva di crucci e servitù, la virtù stessa basterebbe da sola a render felici quanti scelsero di vivere secondo virtù, e ne furono capaci».

 

SALUSTIO, De Diis et mundo, XXI, 1-2